Emozioni cilene

47d8c17aeee4d99cea89ca42430666ff.jpgUn volo aereo che sembra non finire mai; nel mio cuore
alberga l’impazienza di essere già lì; una terra nuova,
per me una nuova avventura. E’ la prima volta che mi
ritrovo aldilà del mondo, dopo un’interminabile trasvolata oceanica terminata con lo scalo a Buenos Aires. Giusto il tempo di scendere dall’aereo che già un’altra coincidenza ci aspetta per la destinazione finale: Santiago del Cile. 1115280f8bfda37f6766d17050a03d16.jpgOrmai ci siamo; visto dall’alto di un aereo, il panorama della cordigliera delle Ande è così spettacolare da togliere il fiato: distese interminabili di roccia e ghiaccio che lasciano un sapore magico, preludio di un Paese che si è rivelato ricco di emozioni difficili da raccontare.
Il viaggio in Cile è il terzo di quelli cui ho partecipato e che amo definire “missionari”, insieme ad un gruppo della diocesi di Ugento-S.Maria di Leuca. Molti di noi partecipanti eravamo già reduci da esperienze diverse, vissute in Africa (Tanzania e Rwanda). La sensibilità e l’attenzione che condividevamo verso queste realtà, alimentata dai comuni principi cristiani, ha portato alla nascita, nel 2003 di un’associazione di volontariato (Amahoro onlus) che è riuscita a portare avanti alcuni progetti di solidarietà nei suddetti Paesi. Avevamo quindi deciso di allargare le nostre conoscenze ad altre realtà e avevamo individuato, tra le possibili destinazioni, il Cile, 4ee590139827015821f2213f715e0a37.jpganche e soprattutto per portare una testimonianza concreta della vicinanza della diocesi ad una suora missionaria originaria di Ugento, suor Donata Cairo, in Cile  ormai da oltre 13 anni, nella congregazione delle Piccole Sorelle di Gesù di Copiapò. Da Santiago, dopo una breve permanenza di qualche giorno a Valparaiso e Vina del Mar, ci siamo trasferiti nella città di Copiapò, a nord del Cile (a 800 Km circa dalla c5357dd5e53aa9ccf77a0fff6caebdec9.jpgapitale), situata nel pieno deserto di Atacama cui spetta il triste primato di deserto più arido del mondo (mediamente piove una volta ogni 5 anni).

Il Cile è il paese che ha l’economia più dinamica dell’America Latina eppure è tra gli ultimi posti come distribuzione della ricchezza. I lavoratori sono pagati pochissimo, abbondano le persone che hanno un lavoro stagionale e che si spostano là dove c’è bisogno al momento. Suor Donata è anch’essa una lavoratrice stagionale; ispirandosi ai principi della sua congregazione (“essere contemplative pur restando vicine ai fratelli, confondersi nella loro vita, condividere le loro gioie e le loro sofferenze, farsi tutto a tutti”) suor Donata condivide per alcuni mesi all’anno la misera esistenza della maggior parte della popolazione locale, costretta a lavorare in condizioni di semischiavitù nei vigneti delle multinazionali estere: 10/12 ore al giorno, sotto una calura opprimente, talora senza che venga distribuito un goccio d’acqua, per una paga di appena 1 Euro all’ora. Da qualche anno, quando non impegnata in questa attività stagionale, che per lei è prima di tutto un’attività pastorale, suor Donata ha realizzato un’iniziativa “imprenditoriale” di successo (“Arena Flores”) che ha consentito ad altre 3 donne, ex lavoratrici stagionali, di abbandonare stabilmente il lavoro dei campi e di poter vivere, insieme alle rispettive famiglie, dei frutti di questa nuova attività: con la sabbia del deserto, dalle molteplici sfumature di colore, e i fiori che germogliano nel periodo delle piogge (la flora “cova” sotto la sabbia del deserto per poi esplodere in una tavolozza di colori alle prime piogge) il gruppo di Arena Flores realizza 23ce0915b06d2e71c22c4a4fd30ebc2d.jpgquadri, bigliettini augurali, partecipazioni di nozze e segnalibri, prodotti che hanno già trovato sbocco in mercati d’oltreoceano (Olanda, Francia e  Belgio oltre all’Italia). Nei primi giorni di permanenza a Copiapò, insieme a suor Donata siamo stati ospiti del governo regionale di Atacama, che ha messo a disposizione del gruppo un pulmino di proprietà del governo locale per guidarci nelle visite programmate nei dintorni della città. Inizialmente non riuscivamo a comprendere le ragioni di un tale interessamento da parte del governo nei nostri confronti, che giudicavamo quantomeno “anomalo” e privo di qualsiasi fondamento. Quando, dopo qualche giorno, siamo stati inviatati su iniziativa della stessa suor Donata a presenziare ad un convegno organizzato dal governo cileno sul significato e l’importanza del commercio equo e solidale nello sviluppo delle economie locali, abbiamo fugato le nostre perplessità. Suor Donata in un certo qual modo ci aveva coinvolti nella sua attività “missionaria” e ci siamo trovati a esprimere, alla presenza di organismi statali cileni e di un gruppo di microimprese locali, concetti a noi noti e che sono alla base della nostra associazione di volontariato. Il nostro intervento ha suscitato un interesse notevole da parte del governo che ha richiesto la nostra eventuale disponibilità a pianificare un percorso formativo, a spese delle autorità cilene, da svolgere indistintamente in Italia e/o in Cile, mirato alla sensibilizzazione delle microimprese locali cilene nei confronti di tali problematiche; lo sviluppo delle economie locali, attraverso una capilla87d31ee0678c6c99776333b71819e6c6.jpgre diffusione dei principi sottostanti al commercio equo e solidale consentirebbe a numerose donne cilene di sottrarsi al lavoro stagionale dei campi, così come è stato per quelle che operano in Arena Flores, migliorando le propri condizioni di vita. Ci siamo sentiti coinvolti in qualcosa che non immaginavamo potesse accadere: sembrava come se il nostro intervento avesse aperto delle possibilità enormi per molte delle persone intervenute e così è stato anche quando abbiamo concretamente dimostrato il nostro gradimento per molti dei prodotti artigianali acquistati in quella sede, per cercare di diffonderli in Italia. Uno degli slogan del Cile è: il Cile ti sorprende sempre; ripensandoci, credo che niente sia di più vero. Alle emozioni provate per aver contemplato un paesaggio di indescrivibile bellezza, cui nemmeno la più bella fotografia rende merito, si affiancano quelle sempre vive della solidarietà delle persone incontrate, che pur nella loro condizione di miseria condividevano con noi quel poco che avevano, accomunate dallo stesso spirito di fratellanza nell’unico Dio. Al momento del rientro a casa, non nascondo di essermi commosso e di aver pianto per tutto ciò che avevo vissuto; come ogni viaggio “missionario”, si ritorna a casa con la stessa consapevolezza di aver ricevuto più di quanto si sia riusciti a dare.   

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Emozioni cileneultima modifica: 2008-04-04T09:55:00+00:00da amahoro1
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